“Evento innovativo e di qualità che sottolinea come il turismo culturale non è un settore di nicchia ma un comparto economico in continua crescita, dove Tarquinia può svolgere un ruolo di primo piano. – dichiarano gli assessori al Turismo e allo Spettacolo Sandro Celli e Giancarlo Capitani – La formula della conversazione e la scelta della piazza come luogo d’incontro si sono rivelati vincenti. Il mondo accademico è sceso letteralmente in strada. I conferenzieri hanno trattato in modo semplice, e a tutti accessibile, temi sicuramente considerate difficili. Abbiamo assistito a numerose conversazioni e ci ha colpito la capacità dei relatori di trattare in modo facile una nuova visione di molti aspetti della realtà filtrati attraverso le lenti della complessità. Arte e cultura si confermano un binomio vincente. L’esperienza del festival della complessità, che contiamo di ripetere e ampliare, conferma l’ipotesi di sviluppo del settore del turismo delineata dall’amministrazione.”
Il successo e il livello del festival emergono anche da alcune dichiarazioni colte tra gli esperti. Afferma la prof.ssa Elena Gagliasso “io per quanto concerne la mia conversazione, mi sono stupita dell'attenzione ininterrotta e della partecipazione della gente al dibattito”. Il prof. Francesco Bottaccioli propone l’idea che “in un'epoca di grande depressione, economica, politica, sociale e morale, è entusiasmante trovare gente interessata alle idee, alla cultura, alla scienza. Per fortuna, non è un dato isolato e che riscontro in molte iniziative simili al nostro festival. Mi auguro proprio che sia un segno di cambiamento dei tempi”.
Il prof. Alberto F. De Toni si chiede “chi avrebbe mai detto che la complessità avrebbe potuto suscitare un interesse così ampio e tra i non addetti ai lavori ? Ho ancora in mente le tante persone che hanno voluto continuare a discutere con me dopo la conclusione del dibattito”. Il prof Francesco Avallone a sua volta ha dichiarato: “ho parlato in pubblico centinaia di volte ma mai in un’atmosfera così piacevolmente rilassante fatta di reciproca comunicazione tra me e chi ascoltava. Esperienza mai fatta: potenza delle piazze e della suggestiva atmosfera di Tarquinia ! ”.
La partecipazione dei Tarquinesi è stata significativa e dai primi dati a disposizione emerge che il festiva ha portato nelle piazze di Tarquinia una platea proveniente, oltre che da Roma e dalla provincia di Viterbo, da ogni parte d’Italia: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Puglia.
Il successo dell’iniziativa è testimoniato anche dalle visite guidate organizzate dall’Associazione Artetruria, a cui hanno partecipato trecento persone, dal successo della rassegna cinematografica curata dal critico Pino Moroni e dall’interesse per i testi specializzati proposti nel suo stand dalla libreria Vita Nova.
Il dott. Sergio Boria, presidente dell’Associazione Italiana di Epistemologia e Metodologia Sistemiche, partner scientifico del festival, ha affermato “La gente ha “fame” della parola, dell’incontro diretto, di contenuti nuovi utili a comprendere i tempi che viviamo. E’ stato emozionante vedere le piazze riempirsi di gente “qualunque” per partecipare a conservazioni riguardanti le più diverse tematiche. Si è creta ogni volta un’atmosfera informale, quasi magica di intimità, in cui la distanza tra pubblico e intellettuali di grande spessore si annullava. Quando ho tenuto la mia conversazione ho avuto l’impressione di partecipare ad un evento unico e irripetibile. La parola e l’incontro diretto sono stati al centro di ogni conversazione. Questo di per se significa che la manifestazione ha centrato l’obiettivo”.
Il dott. Fulvio Forino, presidente dell’Associazione Dedalo 97 che ha preso l’iniziativa del festival, ci propone una sua riflessione: “il festival e stato un entusiasmante viaggio nella cultura andando ben al di là di ogni più rosea aspettativa. Ha offerto al pubblico una risposta a una domanda latente di conoscenza, ha intercettato un interesse per la cultura che sta crescendo come dimostra il successo di altre iniziative simili alla nostra. Tutto ciò smentisce la visione di un paese ripiegato su una cultura “semplificata”, fatta di luoghi comuni e di spot televisivi. La complessità è probabilmente il paradigma della nuova modernità. Dopo l’era contemporanea avremo forse l’era complessa? Dentro il contenitore del festival siamo riusciti a trattare di salute, psicologia, apprendimento, management, economia, evoluzionismo, ecologia, storia, ecc, tutte tematiche apparentemente molte diverse, ma accomunate dalla riflessione sulla rapidità dei cambiamenti in essere, rapidità che le rende tutte simili: appunto complesse. Viviamo in tempi in cui il tasso del cambiamento è altissimo per cui tutto ci appare più difficile e una visione “complessa” della realtà ci aiuta a meglio comprenderla. E questa visione era ciò che il festival proponeva. Il suo successo conferma il valore culturale, sociale e, nel senso più ampio, politico del proporre le teorie della complessità ad pubblico vasto e non specialistico”.
“La partecipazione di tanti Tarquinesi - dichiara infine l’assessore Sandro Celli - ci fa pensare che il Festival della Complessità ha messo radici a Tarquinia. La città ha intrapreso una strada di crescita e sviluppo culturale che propone a se stessa e a un target di turisti, interessato alla cultura, all’arte e alla storia, al quale il festival ha offerto la possibilità di conoscere Tarquinia che, dal punto di vista dello sviluppo turistico, aspira a strutturare una stagione turistica articolata su dodici mesi all’anno”